mercoledì 29 giugno 2016

Goodbye Big Man




Caro PIEDONE...
Lo so che ti chiami Carlo, ma da quando son nata, in famiglia ti abbiamo sempre chiamato così: per noi non eri Bud, perché i film con Terence Hill sono stupendi, ma per me e i miei cari sei sempre stato e resterai sempre Piedone.
 Tempo fa lessi una tua intervista, in cui dicevi che il tuo ultimo piatto di spaghetti lo avresti mangiato Gesù...Beh, se vuoi ti posso consigliare un'ottima cuoca, che faceva un sugo eccezionale, il più buono che abbaia mai mangiato: la riconoscerai subito perché sarà di sicuro insieme ad un signore distino con i baffetti che appena le farai i complimenti per la sua cucina ti dirà sorridendo: "eh, sono stato io ad insegnarle a fare il sugo, prima di conoscermi lo allungava con l'acqua!"; ti volevano bene e sono sicura che ti inviteranno a mangiare con loro volentieri. 
Ti consideravamo uno di famiglia, e quando abbiamo saputo che avevi lasciato questo mondo ci siamo sentiti tutti un po' più soli: personalmente, mi son sentita come se avessi perso di nuovo mio nonno, e molti altri hanno avuto una sensazione simile: a qualcuno hai ricordato il papà, ad altri il nonno o un caro zio, ad altri ancora hai semplicemente ricordato i bei momenti trascorsi in famiglia, la prima volta al cinema o quando tutta la famiglia si riuniva davanti alla TV.
Per me eri una figura paterna, quel papà che non ho mai avuto accanto e che sarebbe di sicuro andato d'amore e d'accordo col mio fantastico nonno.
Sarai sempre nei nostri cuori, e scusa se ti sembro banale, ma infondo i sentimenti sono così, semplici, genuini, tanto che spesso si danno per scontati, quando invece sono la nostra unica, vera ricchezza.
So che la tua ultima parola è stata GRAZIE.
Permettimi di dire GRAZIE A TE, per le risate, i ricordi, l'affetto che sei riuscito a trasmetterci al punto da identificarti con uno di famiglia. 
Sei lo zio di tutti noi, e sarai sempre nei nostri cuori.
Sempre.